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guerriera E' cambiata l'informazione sui conflitti armati?
Parlano i protagonisti
 

La fine della Guerra fredda e l’avvio di una transizione dal bipolarismo ad un nuovo incerto ordine internazionale hanno riportato all’ordine del giorno la dimensione del conflitto militare e – nei sistemi democratici – la centralità della comunicazione sui conflitti armati.
Peraltro, reparti militari occidentali, anche italiani, sono ormai operanti in molti teatri del pianeta. Nel frattempo l’opinione pubblica più sensibile, sempre più mobilitata per seguire queste operazioni, porta un interesse maggiore che nel passato per le cosiddette ‘guerre dimenticate’: cioè per i conflitti, spesso disastrosi, che si consumano  e che consumano – il Terzo mondo. In tutto questo complesso scenario il ruolo dei reporter di guerra è diventato centrale.
Riflettere sulla comunicazione della guerra e sul ruolo che la comunicazione ha in questo contesto nuovo del sistema politico internazionale diventa insomma un elemento sempre più decisivo per le democrazie, e non più – se mai lo è stato – un problema settoriale di mero interesse giornalistico.
Per queste ragioni l’insegnamento di ‘Storia e comunicazione dei conflitti’ attivato ormai da quasi un decennio presso il corso di laurea in ‘Scienze della comunicazione’, assieme al ‘Forum per i problemi della pace e della guerra’, a organizzato una giornata di lavori dal titolo ‘È cambiata l’informazione italiana sui conflitti armati contemporanei? Parlano i protagonisti’, che si è svolta a Siena il 24 maggio 2010.

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